Le cicerchie nel presepe

Le cicerchie nel presepe

Di Raffaele de Seneen  e  Romeo Brescia

“So’ cagnàte i tìmbe!” ( sono cambiati i tempi) una delle frasi ricorrenti che si incontrano nei racconti dei nostri anziani. Proprio in questi giorni, come solito fare tutti gli anni in prossimità della festa dell’Immacolata, mi accingo  ai  preparativi di allestimento del presepe. Diretto verso le bancarelle in via Vincenzo Lanza, dove posso trovare tutto quell’occorrente che serve al mio presepe, incontro “Tatònne” (Antonio) un vecchietto simpatico di mia conoscenza, il quale dopo il consueto saluto mi chiede dove sono diretto. Gli spiego che nel fare il presepe mi sono accorto che mancava il ghiaietto per il fondo; ecco che scatta subito la fatidica frase accompagnata da uno scuotere della testa; “So’ cagnàte i tìmbe!” Incuriosito lo invito a spiegarsi  meglio,  lui con calma inizia  a raccontare: “Noi, una volta, il presepe lo facevamo senza spendere soldi, utilizzavamo quello che avevamo a disposizione in casa, al posto del ghiaietto mettevamo “i cecèrchije”!…”.

Cicerchie e presepe 1

 

La cicerchia è un legume  con una storia molto antica, infatti sembra che entrò nell’alimentazione dei soldati di Cesare durante la conquista della Gallia.            

 Era un alimento solito sulle tavole della povera gente, bastava avere un piccolo angolino di terreno, spesso messo a disposizione dal Padrone per poterlo coltivare. Infatti non ha bisogno di cure particolari, cresce facilmente anche su terreni poveri e in condizioni difficili, resiste alla siccità e alle basse temperature. La raccolta avveniva a fine luglio ma il legume essiccato era disponibile tutto l’anno nelle dispense del contadino.

Il Lathyrus sativus, comunemente chiamato cicerchia, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, proviene dai paesi orientali dove ancora oggi trova ampio uso, mentre in Italia trova un uso limitato e marginale nelle regioni del centro sud.

Questo legume a differenza dei suoi simili non è stato mai riconosciuto come un alimento di pregio sulle nostre tavole, tanto da essere anche protagonista in un antico detto che dice: “sì pròprije cùme ‘na cecèrchije”, ad indicare una persona poco stimata.

Cicerchie 1

La cicerchia è ricco di calcio e fosforo e di oligoelementi, è un legume molto salutare, contiene proteine e amidi, vitamina B1, B2, e PP e fibre alimentari, tanto da essere consigliata in oligoterapia nutrizionale, nei disturbi della memoria, di affaticamento cerebrale, negli studenti e negli anziani.  Basta osservare un’attenta preparazione perchè contiene la Latirina una sostanza amara e indigesta, prima della bollitura  bisogna di una macerazione di almeno 12 ore in acqua salata.

Oggi la cicerchia è stata riscoperta ed è valorizzata sia per tutelare la biodiversità vegetale e ambientale sia quale alimento nella dieta contadina del passato, tanto da ottenere in alcune regioni, dal Ministero delle Politiche Agricole- Alimentari e Forestali,  il riconoscimento di prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

 

 Cicerchie e fettuccine

Ispezionate mezzo chilo di cicerchie privandole di corpi estranei, lavate  e mettete a bagno per almeno 12 ore, in abbondate acqua e sale. Dopo di ché privatele dalle bucce ad una ad una. Ponete a cuocere ricoprendo di acqua, al fuoco lento, unite uno spicchio di aglio, due foglie d’alloro e salate. A cottura ultimata unite dell’olio extra vergine di oliva. Infine, mescolate con le fettuccine e servite ben caldo. Oppure si possono gustare assoluti accompagnati con crostini di pane.

Pubblicato il: 14 Dic 2014 

 

 

 

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