Onore alla spogna

Onore alla spogna!

di Raffaele de Seneen

foto Romeo Brescia

Se vai per orti, è difficile trovarla, sui banchi degli erbivendoli, sempre più rara, così, ancheil gusto, la memoria dei sapori, per chi l’ha conosciuta, pian piano sta evaporando.

Dicono che è un’erba spontanea. Beh, all’inizio tutte le erbe commestibili erano spontanee! L’uomo doveva prima “mettere radici”, passare dal nomadismo a forme di vita più stanziali, per apprezzare i frutti spontanei della terra, poterne seguire l’intero ciclo produttivo dedicandosi ad esse col le prime forme di coltivazione. Poi, non si è fermato più, fino agli O.G.M.

Spogna

Forse la sua presenza in piccole aree ben delimitate ha fatto sì che questa pianta fosse preservata da ogni manipolazione.
Per noi la parola “spogna” è sempre indissolubilmente legata alla parola “pasta”: “pasta e spogne!”, quella “e” di congiunzione potrebbe essere anche una “e” commerciale (&), come in un connubio societario: “Pasta & Spogne s.a.s” dove s.a.s sta per “sapori a sorpresa”, oppure: “Pasta & Spogne s.n.c.” – sapori non comuni -. Per il tipo di pasta, preferibile quella fatta in casa: le orecchiette.
Diciamo che siamo nei paraggi almeno per il gusto,al finocchio selvatico, un po’ più forte della tipica e bianca testa di un finocchio che si nasconde sotto terra, più delicata del finocchietto selvatico che cerca di farsi strada, cercar luce, in pieno campo, fra piante più alte.
Ma per noi che veniamo da una storia in parte fatta anche di erbe spontanee, non c’è mai venuto in mente di approfondire questi aspetti

Enzo (mercato in via Rosati)

 -Enzo,  erbivendolo presso il mercato in via Rosati a Foggia-

 

Quel che colpisce in questa pianta è la sua rustica eleganza, il colore verde opaco con sfumature argentee, alta quanto è giusto, dritta come una ragazza ancora acerba ma già bella, che promette bene, attira gli sguardi sui suoi fianchi dolcemente modellati, un vaso slanciato, e l’imponente chioma verde.

Signori, onore alla spogna!!!

Spogna 1

Le informazioni scientifiche di seguito sono tratte dal libro “Peregrinazioni fitoalimurgiche dal Gargano alle Puglie”, di Nello Biscotti

Cachrys ferulacea

Cachrys ferulacea,appartiene alla famiglia delle ombrellifere,  meglio conosciuta come Basilisco comune, è una pianta erbacea perenne presente nel bacino del Mediterraneo e in Italia nelle regioni centro-meridionali. Descrizione della specie 50-150 cm, da glabra a papillosa. Foglie basali lunghe 60-80 cm, con lobi lineari-filiformi, 5-35 x 0,5-1,5 mm. Ombrelle fruttifere con 7-15(20) raggi. Fiori gialli, glabri. Frutti ellissoidi o globosi, 12-25 x 10-15 mm, carpelli assenti o più di 3 mm. Fruttifica tra maggio e luglio tra le rocce. Il latte degli animali che hanno mangiato questa foraggera, ha un’aroma particolare che conferisce ai formaggi e le ricotte un gusto prelibato.

Nelle  radici del  “basilisco”, inoltre, cresce il “funciu basiliscu” cioè il Pleurotus Nebrodensis fungo molto pregiato e apprezzato.

 

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