Palazzi e Araldica di Foggia

PALAZZI e ARALDICA di FOGGIA

 a cura di Lucia Lopriore

 

Premessa

L’itinerario preso in esame riguarda il centro storico di Foggia.  Precisamente parte da Porta Grande, in Piazza Vincenzo Nigri, per poi proseguire lungo Via Arpi verso Porta Ecana o Piccola. Questa direttice che, nella parte terminale della strada rappresenta l’antico cardo della città normanna, oggi è la via più antica ed importante di Foggia ed è legata alle origini stesse del capoluogo daunio.

L’itinerario prosegue nella parte extra moenia del centro storico, ossia verso quella zona meno antica che raggruppa costruzioni di epoca seriore al 1731 e che si estende da P.zza XX Settembre, a C.so Vittorio Emanuele, per concludersi sui V.le XXIV Maggio. La zona più moderna della città, ossia quella le cui costruzioni ottocentesche e del primo Novecento si confondono con la contemporaneità edificatoria.

 Un po’di storia della città

Le origini della città di Foggia, secondo la tradizione, risalgono intorno all’anno Mille con il rinvenimento della tavola raffigurante la Madonna Iconavetere affiorata sulle acque di un pantano nei pressi del quale era stata occultata, avvolta in drappi o veli, forse per sottrarla alla furia iconoclasta.[1] 

            La sua provenienza è incerta. L’icona che secondo la tradizione fu dipinta dall’evangelista Luca, cui sono riferite diverse icone mariane, fu portata nel 485 d. C. a Siponto dalla città di Costantinopoli, dove era oggetto di grande venerazione. Sarebbe stata consegnata, in tale circostanza, al vescovo Lorenzo Maiorano, che ne fece dono alla città di Arpi.

            Durante la distruzione della città risalente al 600 d. C. circa, il Sacro Tavolo fu posto in salvo da un contadino del luogo che, avvoltolo in drappi, l’avrebbe poi nascosto nel sito del suo rinvenimento.

L’Iconavetere fu ritrovata a Foggia nel luogo oggi denominato piazza del Lago, nei pressi della cattedrale, da alcuni pastori incuriositi alla vista di un bue genuflesso al cospetto di tre fiammelle posate sulle acque del lago; i pastori portarono l’icona nella vicina Taverna del Gufo o del bufo [2], divenuta poi una chiesa rurale, attorno alla quale si formò il primo nucleo abitativo che riunì gli abitanti dell’antica Arpi, dispersi nelle vicinanze dopo la sua distruzione.[3]

Dai paesani e dai forestieri La Taverna del Gufo fu denominata “cappella di Sancta Maria de Focis”, a ricordo della Vergine Santa e delle tre fiammelle apparse sulle acque dello stagno. Da qui anche la composizione dello stemma civico.

                Oggi il centro storico di Foggia si presenta in massima parte con quartieri settecenteschi. Ciò è dovuto al fatto che la città fu rasa al suolo dal sisma del 1731.

            Via Arpi, con i suoi edifici, chiese e quanto altro, rappresenta da sempre il simbolo della vita di élite che per secoli ha caratterizzato il centro abitato.

 

Itinerario

   Partendo dai tre archi di Porta Grande, in P.zza Nigri, si può ammirare incastonato nella parete del palazzo che ospita il Museo Civico, l’Archivolto del portale d’ingresso del palazzo di Federico II. Unica testimonianza esistente di una residenza degna della magnificenza di Augusto, di cui rimane ben poco, la lastra epigrafica immortala il nome del Protomagistro che nel 1223 progettò il palazzo e ne scolpì le decorazioni: Bartolomeo da Foggia. Nel Museo Civico una sezione aperta al pubblico solo da poco, detta Lapidario, raccoglie i reperti dei vecchi fondi con una doviziosa raccolta di arme litiche,  alcune ancora oggetto di studio da parte degli esperti in quanto non individuate, delle quali si ignora la provenienza e l’origine.

            Di fronte al Museo Civico sulla sinistra, è ubicato l’antico Convento degli Scolopi che attualmente ospita la sede del Conservatorio Musicale intitolato ad Umberto Giordano. Anche in questo caso, incastonato nella costruzione vi è il Portale della Pianara del cui palazzo restano incerte le origini. Alcuni studiosi sostengono che assuma il nome dal luogo in cui fu edificato il palazzo detto Ianara, sulla strada diretta a Manfredonia. Il portale fu danneggiato con il sisma del 1731 e ripristinato dopo il 1835; è probabile che il palazzo fosse stato destinato all’addestramento militare, fu demolito dopo il secondo conflitto mondiale.

            Di fronte ai tre archi di Porta Grande, in P.zza Piano delle Croci, è ubicata la Chiesa sotto il titolo di San Giovanni Battista. Fu edificata tra il 1714 ed il 1725 dalla Confraternita della SS. Annunziata e il luogo fu scelto perché costituiva il fulcro dell’espansione della città che stava sviluppandosi nel Piano delle Fosse, centro commerciale cittadino. La Confraternita dell’Annunziata in un primo tempo aveva stabilito la propria sede presso la chiesetta di San Giovanni, appartenente alla Commenda dell’Ordine Melitense, ubicata poco distante da Porta Grande, a sinistra del Regio Tratturo Foggia-Candelaro. Successivamente, a causa di divergenze con la Commenda, la Confraternita, chiese al viceré di Napoli di poter ottenere un terreno sulla parte opposta dove costruire la nuova chiesa sotto il titolo di San Giovanni Battista. Così, esaudita la richiesta, si diede luogo alla costruzione. In particolare, questa chiesa è molto importante per la storia della città in quanto durante il sisma del 1731 accolse il Sacro Tavolo della Madonna Iconavetere e qui fu custodito fino al 1732.

Veduta di Foggia

Veduta di Foggia
(da G. B. Pacichelli, Il Regno… cit.)

In questo pariodo si rinnovarono le apparizioni della Madonna e la più celebre fu quella a Sant’Alfonso Maria de’Liguori. Nel tempo, per molteplici ragioni, subì numerosi danneggiamenti e fu sottoposta a numerosi restauri.

La chiesa fu luogo di eventi prodigiosi; celebre è il miracolo che si verificò nel 1837 in seguito all’epidemia colerica che dilagava nella città, quando la statua della Madonna Addolorata manifestò ai fedeli segni straordinari che furono interpretati come l’annuncio della fine dell’epidemia.

Proseguendo l’itinerario, nei pressi del Conservatorio, in Via Manzoni è ubicato un importante monumento per la storia della città, legato alla transumanza: l’Epitaffio. Fu eretto nel 1651 in occasione della reintegra dei tratturi disposta dal reggente del Consiglio Collaterale, Ettore Capecelatro. Il monumento presenta un’epigrafe dalla quale si evince che  nel 1697 fu ricostruito con la sua forma originaria ottagonale a spese dei locati. L’iscrizione riporta un riferimento a Filippo IV re di Spagna, che non è raffigurato nella statua sovrastante l’obelisco perché, secondo studi recentissimi, essa raffigura Carlo II. Al di sopra dell’epigrafe è collocato lo stemma dei reali di Spagna; alla sua sinistra quello del conte di Oñate, Don Iñigo Velez de Guevara, e quello di Ettore Capecelatro, marchese di Torello, che nel 1651 ricoprivano rispettivamente le cariche di Viceré di Napoli e Governatore della Dogana di Foggia; a destra sono posti gli stemmi di Don Luis Francisco de la Cerda, Duca di Medinaceli, e di Andrea Guerrero de Torres, rispettivamente Viceré e Governatore della Dogana di Foggia nel periodo del secondo restauro.[4]

Nella parte retrostante il Museo di fronte alla chiesa del Purgatorio  è ubicato Palazzo Nicastro, che apre il suo ingresso in P.zza Purgatorio, 5. Esso fu edificato dal cav. Nicastro di Lucera nel 1762, Successivamente l’edificio fu acquistato da Michele Buongiorno facoltoso agricoltore foggiano, rimase proprietà di questa famiglia fino al 1976 anno in cui l’ultima erede, Ersilia, spirò. La proprietà fu in seguito frazionata e ceduta ad acquirenti diversi. Sul’ingresso principale è posto uno stemma accartocciato privo di fregi.

L’itinerario prosegue risalendo la strada in direzione di Porta Piccola o Ecana. In P.zza Federico II si può ammirare il Palazzo della Vecchia Dogana. La Regia Dogana, istituzione fondata da Alfonso I d’Aragona con sede in Lucera, per volere di Ferrante d’Aragona nel 1468 fu trasferta a Foggia nell’antico stabile detto “Palazzo dei Cambi”.

Rimasto sede della Dogana fino al 1731, il palazzo fu ceduto al monastero dell’Annunziata che lo incorporò nelle fabbriche del convento mediante un arco visibile ancora oggi nel vicoletto dell’Annunziata. Di fonte al Palazzo della Vecchia Dogana sono ubicati: Palazzo De Nisi  ubicato in C.so Vittorio Emanuele II al civico n. 160. La costruzione risale alla fine del XVII secolo e sorge nell’antico borgo detto “Rua dello Sacco”. Il primo proprietario fu Antonio de Nisi il quale ricoprì l’incarico di scrivano durante la reintegra del tratturo Ponte di Canosa – Ponte Civitate, disposta nel 1601 dal Presidente della Dogana di Foggia, Antonio Pietro Mastrilli. Passato successivamente ai PP: Agostiniani scalzi di Napoli per donazione fu ceduto, infine, a Domenico Antonio Rosati.

Continuando il percorso si può ammirare il palazzo più antico della città: Palazzo Marzano-Tafuri. Esso fu costruito per volere di Simonetto Marzano dei duchi di Sessa nel 1407 su suolo già proprietà della famiglia. Il palazzo passò per successione ereditaria ai Tafuri cui si deve la soprelevazione del terzo piano fuori terra. Subì numerosi rimaneggiamenti e nella prima metà del XIX sec. le finestre furono trasformate in balconi.

Di fronte è ubicato Palazzo De Maio – De Vita, conosciuto dai più come Palazzo De Luca, fu edificato dopo il 1545 dal nobile Cesare De Maio su suolo del Capitolo di Foggia.

Ceduto nel 1696 al reverendo don Giuseppe De Vita di S. Marco in Lamis che fece soprelevare le fabbriche nel 1698, il palazzo è noto perché nel 1648 ospitò alcuni rivoltosi insorti contro i Reggimentari della città capeggiati dal notaio Giovan Sabato Pastore.

Proseguendo l’itinerario si arriva in P.zza card. Pericle Felici che, con le sue architetture per lo più barocche, costituisce un punto nevralgico importante del centro storico.

Qui si può ammirare la bellissima Cattedrale in stile romanico-pugliese nella parte inferiore e barocca in quella superiore, mentre alle sue spalle c’è l’antica chiesa dell’Annunziata fatta riedificare ex novo, sulle vestigia di quella precedente appartenuta alle monache clarisse, da mons. Antonio de’Sangro, vescovo di Troia e della Collegiata di Foggia dal 1676 al 1694. A testimonianza di tale evento nel lapidario del Museo Civico sono custodite un’epigrafe incisa che commemora l’edificazione della chiesa ed uno stemma litico del vescovo, un tempo incastonato sulla facciata principale della chiesa stessa poi rimosso nei successivi restauri.

Di fronte alla Cattedrale, al civico n. 3 di Piazza De Sanctis, è ubicato l’antico Palazzo Brancia-Farina, che fu costruito su suolo di proprietà del Capitolo di Foggia nella prima metà del XVI secolo, quale dimora del feudatario Antonio Brancia. Lo stabile, che in seguito ad un atto di transazione era stato assegnato in proprietà alla casa teatina dei Santi Apostoli di Napoli, fu alienato successivamente al barone Filippo Farina.

Il palazzo fu danneggiato durante il sisma del 1731 fu ristrutturato successivamente secondo gli stilemi architettonici baroccheggianti con un’ulteriore soprelevazione del terzo piano fuori terra. La peculiarità di questo palazzo è rappresentata da tre colonne in stile toscano riccamente decorate con capitelli cornizi situate sulla sinistra della costruzione, prive di basamento scolpite direttamente nei conci strutturali dell’angolo stesso della costruzione. Sulla chiave di volta dell’ingresso principale appare lo stemma accartocciato ed abraso dalle truppe del generale Duhesme durante i moti della Repubblica Partenopea, su cui un tempo era fregiata l’arme dei Brancia.

Ritornando sul percorso di via Arpi si possono ammirare altre importanti ed antiche chiese oltre ai palazzi, tra questi:

Chiesa di S. Chiara e convento. Il monastero fu fondato nel 1337 insieme ad altre benefattrici da Beatrice Lollo, probabile nipote di S. Chiara, venuta a Foggia con il fratello Fino per aver ricevuto da re Roberto D’Angiò una rendita su Foggia. La chiesetta fu distrutta dal sisma del 1731; in quello stesso anno il convento fu restaurato e la chiesa fu ricostruita dopo il 1742. Qui, sulla facciata principale, è incastonato lo stemma dell’Ordine Francescano: d’azzurro a un braccio nudo al naturale uscente da una nube d’argento, con il segno del chiodo alla palma della mano; l’altro braccio vestito del saio francescano, incrociante il primo, con lo stesso segno alla mano; una croce d’oro raggiante che emerge tra le due braccia. Nel chiostro si può ammirare lo stemma dell’Ordine delle Clarisse.

Palazzo Brancia – Ricciardi, il palazzo fu edificato intorno agli inizi del ‘600 dal duca di Roseto Don Adriano Brancia. Ceduto a Don Francesco Antonio Ricciardi fu da questi ricostruito dopo il sisma el 1731. Passò successivamente ad uno dei suoi eredi, procisamente a Don Francesco Ricciardi, avvocato, che lo rimaneggiò ulteriormente abbellendolo con nicchie nelle quali sono posti alcuni busti di oratori, condottieri e qualche regnante. Ciò è dovuto al fatto che la famiglia Ricciardi in massima parte era costituita da giureconsulti di chiara fama. Il palazzo ospitò nel dicembre del 1745 Sant’Alfonso Maria de’Liguori, accompagnato dal redentorista P.Andrea Villani, in occasione del miracolo della Madonna dei Sette Veli. Sulla facciata principale del palazzo è incastonato uno stemma accartocciato ed abraso, che un tempo doveva contenere i fregi dell’arme della famiglia Ricciardi.

Palazzo Belvedere, apre il suo ingresso principale al civico n. 103 di Via Arpi, fu fatto edificare nella prima metà del XVI sec. dalla famiglia Belvedere originaria della Provenza. Un illustre componente di tale famiglia fu Bartolomeo, giureconsulto, soprannominato Belsentire per la sua dialettica. Nel 1631 nel palazzo fu ospitata per tre giorni Maria d’Austria divenuta poi regina di Spagna. Il palazzo dopo il 1731 fu per breve tempo sede del Tribunale della Dogana. Sulle paraste della balaustra che conduce al piano nobile è stuccato lo stemma della famiglia Belvedere.

            Chiesa di S. Agostino. La fondazione della chiesa e del convento risalgono probabilmente al XII sec. la facciata invece fu rimaneggiata nel 1714. Ai lati dell’ingresso si possono ammirare gli stemmi di Carlo VI d’Asburgo Imperatore e quello dell’agostiniano Adeodato Summantico[5], vescovo di S. Severo nel 1717. Nelle nicchie ai lati del finestrone sono collocate le statue di S. Leonardo e S. Nicola da Tolentino. In alto la statua di S. Agostino. Adiacente alla chiesa c’è il convento – ospedale degli Agostiniani.

            L’ospedale degli Agostiniani sorse nel pressi di Porta Piccola per accogliere i pellegrini che si recavano al santuario di Monte S. Angelo lungo la Via Sacra Langobardorum.

            Ultimato il percorso di ViaArpi, nella parte retrostante il Palazzo di Città nell’antica zona di Sant’Angelo, in P.zza Martiri Triestini 3, vi è il Palazzo De Benedictis che fu edificato nel 1742 dall’avv. Francesco De Benedictis di Ascoli Satriano, trasferitosi nella città per esercitare la professione forense presso il Tribunale della Dogana della Mena delle Pecore. Di questa famiglia si ricordano anche alcuni canonici tra questi: Carmine de Benedictis eletto arciprete nel 1763 e Andrea che fu canonico dal 1766 al 1784. Nel 1796/97 un Nicola de Benedictis fu precettore fra i Reggimentari della città di Foggia e nel 1800/01 Giuseppe De Benedictis fu secondo eletto della città.

            Il palazzo alla fine del 1800 fu ceduto alla famiglia Mongiello, che svolgevano l’attività di commercianti ed erano originari della zona di Bari; successivamente passò ai De Paola per matrimonio contratto con i Mongiello.

            Poco distante, in Piazza XX  Settembre, è ubicato l’antico palazzo del Tribunale della Dogana della Mena delle Pecore. Proprietà della Compagnia di Gesù del Collegio Romano, ancora in costruzione fu ceduto alla Dogana perché ne diventasse la sede in quanto dopo il sisma del 1731 l’antico palazzo dei cambi, sede della Dogana, aveva subìto danneggiamenti irreparabili così si pensò di acquistare la costruzione per destinarla a tale uso. La scala che conduce al piano nobile fu probabilmente edificata su progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli. Per circa due mesi, inoltre, il palazzo ospitò Re Ferdinando IV di Borbone e la sua famiglia , e fu utilizzato quale sede destinata alle visite ufficiali. A Foggia fu celebrato il matrimonio del duca di Calabria Francesco I con la principessa Maria Clementina d’Austria il 27 giugno 1797.

In quell’occasione Foggia fu Capitale per un giorno. Attualmente il palazzo ospita le sede di rapperesentanza dell’Amministrazione Provinciale ed alcuni locali dell’Archivio di Stato, tra cui anche la sala di studio. Sulla chiave di volta dell’ingresso principale è posto uno scudo scartocciato privo di fregi.

            Di fronte nella stessa piazza, al civico n. 3 vi è il Palazzo Battipaglia – Galiani – Filiasi, che attualmente ospita la sede amministrativa dell’Archivio di Stato.

Il palazzo fu realizzato tra il 1744 edil 1750 dal commerciante Giovanni Battista Battipaglia, originario di Nocera dei Pagani, trasferitosi a Foggia per interessi legati alla sua attività di agricoltore e droghiere. Passato ai Galiani fu definitivamente ceduto agli inizi del XIX secolo ai Filiasi, divenuti marchesi nel 1797 per aver contribuito alle spese per il matrimonio del duca di Calabria celebrato a Foggia.

            Proseguendo l’itinerario quasi al limite del centro antico, prima dell’espansione settecentesca dell’abitato extra moenia,sulla sinistra vi è la chiesa di San Domenico con annesso convento, oggi sede dell’Arcivescovado, appartenuto ai PP. Domenicani.

            La presenza a Foggia di questo importante ordine monastico risale alla seconda metà del XIII secolo. I frati predicatori abbandonarono la città nel 1808 per i noti editti murattiani e non vi fecero più ritorno. La chiesa ed il monastero furono ricostruiti dopo il sisma del 1731.

            Il convento recentemente restaurato incastona sul portale in una delle formelle l’arme del vescovo mons. Casale.

            Proseguendo verso il prolungamento di C.so Vittorio Emanuele II, al civico n. 16 si trova Palazzo De Nisi – Giaquinto, edificato nella seconda metà del Settecento dai De Nisi, nobile famiglia foggiana. Tra i suoi rappresentanti si ricorda Antonio che ricoprì nel 1613 la carica di ufficiale del libro maggiore della Regia Dogana di Foggia. Altri esponenti della famiglia ricoprirono alte cariche cittadine: Gaetano e Pasquale furono Mastrogiurati[6]  Pasquale inoltre, fu uno dei fondatori del Collegio delle Scuole Pie.

Il palazzo nel 1844 fu ceduto all’avv. Pasquale Giaquinto e negli ultimi anni dell’Ottocento fu ceduto alla famiglia Pepe. Sulla balaustra del terrazzo addossato ai balaustrini appare incastonato lo stemma della famiglia De Nisi.

            Proseguendo l’itinerario verso la parte ottocentesca della città lungo il parco Pila e Croce si arriva in P.zza Cavour. In questa pizza, che costituisce la parte più moderna di Foggia, si erge l’ottocentesco palazzo Scillitani con ingresso al civico n. 4.

 

            Il palazzo, inizialmente fu proprietà dei Siniscalco-Ceci, successivamente appartenne ai Russo che lo vendettero alla famiglia Scillitani. Questa famiglia, grazie ad alcuni suoi esponenti, si distinse per aver dato impulso al nuovo sviluppo urbanistico extra moenia lungo lo “stradone di Gesù e Maria” che raggiungeva l’omonimo convento e la villa comunale. Fu proprio Lorenzo Scillitani, sindaco illuminato della città, che tra il 1861 ed il 1866 contribuì a tale sviluppo urbanistico e non solo: si rese promotore di diverse iniziative a favore dell’apertura delle Scuole Pubbliche incrementando la pubblica istruzione cittadina.

            Nel 1870 istituito a Foggia la filiale del Banco di Napoli, Lorenzo ricoprì l’incarico di censore. Fu Presidente del Consiglio Provinciale e Deputato al Parlamento dopo il ritiro di Giuseppe Ricciardi dalla scena politica. La sua figura è collocata tra quelle benemerite della città.

            Il palazzo dagli Scillitani passò ai Frattarolo di Manfredonia e da questi a proprietari diversi. Sulla volta del vestibolo appare in rilievo uno stemma in stucco a colori, e sulla chiave di volta dell’ingresso principale è scolpito un altro stemma diverso dal primo. Nessuno dei due stemmi è stato identificato come appartenente ad alcuna delle famiglie citate.

            Chiesa di S. Pasquale Baylon e convento degli Alcantarini. Il convento di S. Pasquale, con annessa Chiesa, è stato fondato dai Frati Alcantarini di Napoli chiamati dal Vescovo di Troia, Mons. Emilio Cavalieri, tra il 1724 e il 1731. Nel 1808 fu soppresso e adibito a caserma. Il Convento con la riunificazione delle varie Famiglie Francescane nel 1899, divenne Curia Provinciale, con sede del Ministro Provinciale. Con l’aumentare delle attività provinciali e delle altre esigenze, non essendo più sufficienti le otto camere costruite sulla chiesa, si sentì la necessità di costruire un nuovo convento che venne edificato sul lato destro della chiesa nel 1950. Nel 1960 il vecchio convento, che stava al lato sinistro della chiesa, venne riscattato dalla Provincia e nel 1968 venne abbattuto per far posto alla costruzione di un edificio per Opere Sociali che ha funzionato fino al 1993. Nel 1970 il Vescovo di Foggia Mons. Giuseppe Lenotti istituiva la Parrocchia[7].

Chiesa del Carmine Vecchio. La chiesa venne costruita nel 1648 da devoti muratori a seguito di un’epidemia di colera, ha una facciata barocca tipica del seicento. Nel 1740 fu ampliata e fu costruita una sacrestia e un oratorio per la Confraternita, costituitasi nel 1702. Danneggiata dal terremoto, fu riparata e ristrutturata. Sul portale d’ingresso (in brecciato rosso) è presente una ceramica policroma della Madonna. L’interno è a navata unica absidale. Tre altari marmorei e ricche decorazioni a stucco completano l’arredo. Sull’altare maggiore di questa chiesa vi è una statua della Vergine Maria, che ha in braccio Gesù Bambino, che a sua volta con la mano sinistra regge il globo. La statua, come la facciata della chiesa, richiama sicuramente il barocco del seicento. In onore a questa Madonna, la Madonna del Carmine, vi sono dei festeggiamenti a luglio[8].

Sui palazzi Pedone e delle FF.SS. non sono state rinvenute notizie. Si può affermare con certezza che sono costruzioni risalenti agli anni del Regime Fascista, così come si evince dai simboli presenti sulle lesene del palazzo delle FF.SS. e dall’inconfondibile stile architettonico.

            Si conclude così l’itinerario volto a mappare gli stemmi presenti nella città di Foggia che vede nel percorso tracciato il coinvolgimento dei palazzi dai più antichi a quelli relativamente recenti, ubicati nei punti nevralgici della città, a testimonianza di un passato che con le famiglie che li hanno edificati, le tradizioni e il vissuto quotidiano, traccia un solco profondo e significativo nella storia della nostra bella Daunia.

 Bibliografia essenziale e sitografia

AA.VV., Saluti da Foggia, guida della città, Foggia 1997.

ARBORE G., Famiglie e dimore gentilizie di Foggia, Fasano 1995.

ARBORE G., Blasoni e Stemmi presenti nella città di Foggia, Foggia 2011.

BELLI D’ELIA P., (a cura di), Icone di Puglia e Basilicata dal Medio Evo al Settecento, Milano 1998.

DE LEO C., Palazzi e famiglie dell’antica Foggia, Foggia 1995.

DE TROIA, Dal Monte di Pietà di Foggia alla Banca del Monte di Foggia, Foggia 2000.

DI CICCO P., (a cura di) Il Giornale Patrio Villani, (1854 – 1860), Foggia 2009.

G.E.A., Conoscere la città, Foggia 1997.

MASULLO FUIANO, M.T., Foggia per un tracciato antico, Foggia 1984.

G.B. PACICHELLI, Il Regno di Napoli in Prospettiva, Napoli 1703.

www.manganofoggia.it, sito curato da Alberto Mangano dal titolo: “Orgoglio Foggiano”

www.grandesp.org.uk

http://it.wikipedia.org/wiki/Foggia

http://www.diocesifoggiabovino.it

http://www.santiebeati.it

http://www.diocesisansevero.it

http://it.wikipedia.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Asburgo_d’Austria

http://www.fratiminoripugliamolise.it/conventi_scheda.php?provincia=Foggia&Rif=59&t=CONVENTO%20%C3%82%E2%80%9CS.%20PA SQUALE%C3%82%E2%80%9D

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Carmine_Vecchio

http://it.wikipedia.org/wiki/Stemma_del_Regno_d’Italia#mediaviewer/File:Coat_of_arms_of_the_Kingdom_of_Italy_(1890).svg

 


[1] Tempera su legno di conifera, cm. 152×80, antica icona pugliese a figura intera regge il bambino con entrambe le mani. Cfr. G. CRISTINO, Foggia in mostra, in Saluti da Foggia, Amministrazione Provinciale, Foggia 1997, pag. 22; e Icone di Puglia e Basilicata dal Medio Evo al Settecento, a cura di Pina Belli D’Elia, Mazzotta, Milano 1998.

[2] Grossa rana.

[3] S. RUSSO, Dal Mille al Duemila, in Saluti da Foggia, Amministrazione Provinciale, Foggia 1997, pag. 5.

[4] G. Arbore, Famiglie e dimore… cit. pag. 130.

[5] Di azzurro a tre  bande diminuite e centrali di oro, l’inferiore sostiene un corvo di nero sorante ed attraversante sul tutto. (si ringrazia l’amico Maurizio C. A.Gorra per la blasonatura)

[6] Sindaci della città.

[7] http://www.fratiminoripugliamolise.it/conventi_scheda.php?provincia=Foggia&Rif=59&t=CONVENTO%20%C3%82%E2%80%9CS.%20PASQUALE%C3%82%E2%80%9D

[8] http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_del_Carmine_Vecchio

Planimetria


Planimetria con l’ubicazione dei palazzi e delle chiese
(da C. De Leo, Famiglie… cit.)

Legenda:

1)      Porta Grande –  Museo Civico: Archivolto del Palazzo di Federico II e Lapidario

2)      Palazzo Nicastro

3)      Conservatorio “U. Giordano” – Portale della Pianara

4)      Chiesa di S. Giovanni Battista

5)      Antico palazzo dei Cambi

6)      Palazzo De Nisi

7)      Palazzo Marzano Tafuri

8)      Palazzo De Maio De Vita

9)      Chiesa dell’Annunziata e Cattedrale

10)  Palazzo Brancia

11)  Chiesa di Santa Chiara e Monastero

12)  Palazzo Brancia Ricciardi

13)  Palazzo Belvedere

14)  Chiesa di Sant’Agostino

15)  Palazzo De Benedictis

16)  Palazzo di Città

17)  Palazzo Dogana

18)  Palazzo Battipaglia Galiani Filiasi

19)  Vescovado

20)  Palazzo De Nisi Giaquinto

21)  Palazzo Scillitani

22)  Epitaffio

23)  Palazzo Villani Marchesani

Foto dei palazzi antichi e delle chiese con relativi manufatti araldici

Porta Grande

Piazza Nigri

Piazza Nigri – Porta Grande con stemma civico sull’arco principale
(foto L. Lopriore)

 

Stemma Civico Foggia

Piazza Nigri – stemma civico sull’arco principale
manufatto in pietra
(foto L. Lopriore)

Portale della Pianara

P.zza Nigri – Conservatorio “U. Giordano”
Portale della Pianara

Archivolto del Palazzo di Federico II

P.zza V. Nigri – Museo Civico
Archivolto del Palazzo di Federico II
(da M.T. Masullo Fuiano, Foggia… cit.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa di San Giovanni Battista 

Chiesa di San Giovanni Battista

P.zza Piano delle Croci – Chiesa di S. Giovanni Battista
(foto L. Lopriore)

 

Confraternita

Fregio della Confraternita dell’Annunziata scolpito su pietra nella lunetta interrotta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Epitaffio

Epitaffio

Via Manzoni – Epitaffio con stemmi di :
al centro: Casa di Spagna – a sin.: Innigo Velez de Guevara y Taxis e Ettore Capecelatro
a des.: Luis Francisco de la Cerda e Andrea Guerrero de Torres
( Foto Romeo Brescia)

stemma di Ettore Capecelatro, marchese di Torella.

stemma di Ettore Capecelatro (danneggiato)

Stemma di Inigo Velèz de Guevara y Taxis, conte di Onatte e Villa Mediana 1.

stemma di Innigo Velez de Guevara y Taxis

Stemma di Andrea Guerrero y Torres, doganiere nel 1697.

stemma di Andrea Guerrero de Torres
(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

stemma di Luis Francisco de la Cerda y Aragòn y Cardona y Cordoba Fernandéz de Ribera, IX duca di Medinacoeli !.

stemma di Luis F.sco de La Cerda
(da G. De Troia, Dai Monti… cit)

Stemma della casa regnante Spagnola (Filippo IV e Carlo II)

Stemma di Filippo IV di Spagna

stemma dfi Guevara

Stemma dei Guevara e dei Taxis
(dal sito www.grandesp.org.uk)

Stemma di Luis Francisco de la Cerda

Stemma di Luis Francisco de la Cerda
(dal sito www.grandesp.org.uk)

stemma di Andrea Guerrero de Torres

stemma di Andrea Guerrero de Torres
(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

stemma di Ettore Capecelatro

stemma di Ettore Capecelatro
(elaborazione grafica di Loris Castriota Skanderbegh)

Stemma di Filippo iv di Spagna

Stemma di Filippo IV di Spagna
(dal sito www.grandesp.org.uk)

Palazzo Nicastro

P.zza Purgatorio, 5 – Pal. Nicastro

P.zza Purgatorio, 5 – Pal. Nicastro

Stemma Palazzo Buongiorno

Piazza Purgatorio, 5 – Pal. Nicastro
Stemma in pietra privo di fregi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Villani-Marchesani 

Immagine 1

Via Manzoni, 75 Pal. Villani Marchesani
(foto L. Lopriore)

Stemma in pietra della famiglia V.M.

Via Manzoni, 75 – Pal. Villani Marchesani
Stemma in pietra della famiglia V.M.
(foto L. Lopriore)

Immagine

(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

Chiesa dell’Annunziata e Cattedrale

Cattedrale

P.zza card. P. Felici – Cattedrale e chiesa dell’Annunziata

Stemma Fam

Museo Civico – Lapidario
Stemma in pietra di
Mons. A. de’Sangro (1675)
(su concessione del Museo Civico di Foggia)

Stemma de Sangro

Chiesa della SS.Annunziata
stemma di mons. De’Sangro
altare minore – manufatto in stucco (1690)
(Foto L. Lopriore)

de Sangro

de’ Sangro
(elaborazione grafica di Loris Castiota Skanderbegh)

Palazzo  De Maio – De Vita

SULLO SFONDO VIA ARPI 90, - PAL. DE MAIO – DE VITA (FOTO L. LOPRIORE)

SULLO SFONDO VIA ARPI 90, – PAL. DE MAIO – DE VITA
(FOTO L. LOPRIORE)

Stemma de Maio de Vita

Via Arpi, 90 Pal. De Maio – De Vita
Stemma in pietra non identificato abraso sulla chiave di volta
(foto L. Lopriore)

de Maio

(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Brancia-Farina

Pal. Brancia-Farina

Piazza De Sanctis, 3 – Pal. Brancia-Farina
(foto L. Lopriore)

Brancia

Brancia
(elaborazione grafica di Loris Castriota Skanderbegh)

Stemma in pietra della fam

Piazza De Sanctis, 3 – Pal. Brancia-Farina
Stemma in pietra della fam. Brancia abraso
(foto L. Lopriore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola Elementare “G. Pascoli”

G Pascoli

P.zza card. Pericle Felici – antico monastero dell’Annunziata, oggi Scuola Elementare “G. Pascoli”
(foto L. Lopriore)

Fastigio con stemma civico in pietra

P.zza card. P. Felici – Scuola elementare “G. Pascoli”
Fastigio con stemma civico in pietra
(foto L. Lopriore)

 Palazzo  Brancia-Ricciardi

Immagine

P.zza S. Chiara – Via Arpi – Pal. Brancia-Ricciardi
(foto L. Lopriore)

stemma in pietra abraso

Da Via Arpi – Pal. Brancia-Ricciardi
stemma in pietra abraso non identificato sulla lesena
(foto L. Lopriore)

Chiesa di S. Chiara 

Santa Chiara


P.zza S. Chiara – Chiesa di S. Chiara (sconsacrata) e monastero delle clarisse
(foto L. Lopriore)

Immagine

stemma in pietra dell’O.f.m
(foto L. Lopriore)

Immagine

chiostro – emblema dell’ordine delle Clarisse
(manufatto in stucco)
(foto L. Lopriore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo  Belvedere

Pal. Belvedere

ia Arpi, 103 – Pal. Belvedere
(foto L. Lopriore)

Immagine 4

( G. De Troia, Dai Monti… cit.)

stemma in pietra della fam. Belvedere

Pal. Belvedere corte a destra sulla balaustra
stemma in pietra della fam. Belvedere
(foto L. Lopriore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo  De Benedictis

Pal. De Benedictis

P.zza dei Martiri Triestini, 3 – Pal. De Benedictis
accartocciato privo di fregi sulla chiave di volta dell’ingresso principale
(foto L. Lopriore)

(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

stemma abraso scolpito sulla mensola

Pal. De Benedictis
stemma abraso scolpito sulla mensola in pietra del balcone
(foto L. Lopriore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa di Sant’Agostino con monastero degli Agostiniani

Immagine 5

Via Arpi – chiesa di Sant’Agostino con monastero degli Agostiniani
(foto L. Lopriore)

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Sulla facciata a sin.: stemma di Carlo VI Asburgo

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a des.: stemma di mons. Adeodato Summantico

 

 

 

 

 

 

Stemma di Carlo VI Asburgo

Stemma di Carlo VI Asburgo
(dal sito www.grandesp.org.uk)

A.C.V.- S. Severo stemma di mons. Summantico

A.C.V.- S. Severo stemma di mons. Summantico
(foto G. Clemente)

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo di Città

Palazzo di Città

P.zza Municipio –Pal. di Città sull’architrave dell’ingresso principale
(foto L. Lopriore)

Stemma di Foggia

Pal. di città – stemma civico in bronzo
(foto L. Lopriore)

Disegno

(dal sito http://it.wikipedia.org/wiki/Foggia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo. Battipaglia-Galiani-Filiasi

Pal

P.zza XX Settembre, 3 – Pal. Battipaglia-Galiani-Filiasi
(foto L. Lopriore)

2

(da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

stemma della famiglia Filiasi - balaustra interna del palazzo

stemma della famiglia Filiasi – balaustra interna del palazzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Dogana (sede della Provincia)

Provincia

P.zza XX Settembre – Palazzo Dogana (sede della Provincia)
(foto L. Lopriore)

1

Stemma accartocciato privo di fregi sulla chiave di volta dell’ingresso principale
(foto L. Lopriore)

Teatro U. Giordano

Giordano


P.zza Cesare Battisti – Teatro U. Giordano
(foto Romeo Brescia)

Stemma Teatro

Particolare dello stemma civico in stucco

 

 

 

 

 

 

 

 

 Palazzo De Nisi-Giaquinto

 

De nisi

C.so V. Emanuele, 16 –Pal. De Nisi-Giaquinto
(foto Romeo Brescia)

Stemma De Nisi sulla balaustra

Stemma De Nisi sulla balaustra
(manufatto scoplito su pietra)
(foto Romeo Brescia)

Stemma De Nisi

Stemma De Nisi da:
( da G. Arbore, Famiglie … cit).
(manufatto scolpito su marmo)

1

de Nisi (da G. De Troia, Dai Monti… cit.)

Palazzo  De Nisi-Bruno 

Pal. De Nisi-Bruno

C.so V. Emanuele, 160 – Pal. De Nisi-Bruno
(presenta solo fregi in stucco e pietra)
(foto Romeo Brescia)

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fregi sulla chiave di volta dell’ingresso principale
(foto Romeo Brescia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fregi

Fregi lungo il muro perimetrale
(foto Romeo Brescia)

Fregi 1

Fregi lungo il muro perimetrale
(foto Romeo Brescia)

 

 

 

 

 

 

 

 

Arcivescovado

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P.zza Oberdan – Arcivescovado
(foto L. Lopriore)

Immagine 1

Arcivescovado – stemma di mons. Casale sul portale
(manufatto scolpito su legno)
(foto L. Lopriore)

 

Immagine 2

Stemma di mons. Casale
(dal sito www.diocesifoggiabovino.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo Pedone

Palazzo Pedone


P.zza U. Giordano, 13 – Palazzo Pedone
(ph. Romeo Brescia)

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Stemma della famiglia Pedone nella lunetta
(ph. Romeo Brescia)

Palazzo piazza Giordano

Stemma della famiglia Pedone posto all’inteno del palazzo
(ph. Romeo Brescia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 La famiglia Pedone, tuttora fiorente, da tempo immemorabile ha fatto parte della borghesia cittadina ed ha avuto tra i suoi componenti Vincenzo che dal 1856 al 1858 ricoprì l’incarico di cassiere nell’amministrazione comunale. Cfr. P. Di Cicco (a cura di) Il Giornale Patrio Villani, (1854 – 1860), Foggia 2009, pag. 97. Si imparentò con la famiglia dei marchesi Freda. Negli ultimi anni uno dei suoi membri ha donato alla città di Foggia una serie di carrozze d’epoca contribuendo all’arricchimento del patrimonio storico foggiano.

 Palazzo Scillitani

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P.zza Cavour, 4 – Pal. Scillitani
(foto L. Lopriore)

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Scillitani – stemma non identificato
sulla volta del vestibolo (stucco dipinto)
(foto L. Lopriore)

Immagine 5

Pal. Scillitani – stemma non identificato
sulla chiave di volta dell’ingresso
manufatto scolpito su pietra
(foto L. Lopriore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo delle FF. SS. 

Palazzi dei ferrovieri

V.le XXIV Maggio – Palazzo delle FF. SS.
(foto Romeo Brescia)

Fascio Littorio sulla lesena del Palazzo - Particolare (foto Romeo Brescia)

Fascio Littorio sulla lesena del Palazzo – Particolare
(foto Romeo Brescia)

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Palazzo delle FF.SS.- stemma del Regno d’Italia sulla Lesena
Blasone: di Rosso alla croce d’argento
(foto Romeo Brescia)

 

Palazzo delle FF. SS. – Stemma civico sulla lesena (foto Romeo Brescia)

Palazzo delle FF. SS. – Stemma civico sulla lesena
(foto Romeo Brescia)

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Stemma del Regno d’Italia
http://it.wikipedia.org

Chiesa di S. Pasquale Baylon 

San Pasquale

Chiesa di S. Pasquale Baylon (foto Romeo Brescia)

Freda 1

Chiesa di S. Pasquale Baylon – Stemma della famiglia Freda
(foto Romeo Brescia)

Freda

Chiesa di S. Pasquale Baylon – Lapide con stemma fam. Freda
(foto Romeo Brescia)

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo G. Arbore lo stemma è attribuibile a Maria Grazia dei Marchesi Freda e al consorte Filippo Saggese, marchese di Roseto. Cfr. G. Arbore, Blasoni e stemmi presenti nella città di Foggia, Foggia 2011, pag. 36.

Chiesa di San Pasquale

Chiesa di S. Pasquale Baylon- epigrafe funeraria di
Antonio Sorrentino morto nel 1860 .
(foto Romeo Brescia)

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Antonio Sorrentino godeva dello jus patronatus sulla cappella nella chiesa di S. Pasquale ed ivi  fece costruire per sé e per i suoi una tomba. Fu un esponente di spicco della borghesia foggiana e ricoprì numerosi incarichi amministrativi. Tra i tanti si ricorda quello di secondo Eletto nel Decurionato del 1858. Cfr. Di Cicco (a cura di) Il Giornale Patrio Villani, (1854 – 1860), Foggia 2009, pag. 210.

Chiesa M. SS. del Carmelo o Carmine vecchio

Chiesa Carmine

Chiesa M. SS. del Carmelo o Carmine vecchio
(foto Romeo Brescia)

Epigrafe con stemma dell’Ordine dei Carmelitani, affissa in occasione del VII centenario dell’apparizione della SS. Vergine del Carmelo a S. Simone Stok.  (foto Romeo Brescia)

Epigrafe con stemma dell’Ordine dei Carmelitani, affissa in occasione del VII centenario dell’apparizione della SS. Vergine del Carmelo a S. Simone Stok.
(foto Romeo Brescia)

Epigrafe con stemma dell’Ordine dei Carmelitani, affissa in occasione del VII centenario dell’apparizione della SS. Vergine del Carmelo a S. Simone Stok.  (foto Romeo Brescia)

Epigrafe con stemma dell’Ordine dei Carmelitani, affissa in occasione del VII centenario dell’apparizione della SS. Vergine del Carmelo a S. Simone Stok.
(foto Romeo Brescia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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– http://www.foggiaracconta.altervista.org/blog/curiosita/laraldica-nel-camposanto-foggia/

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